Distinguere i fatti dalle supposizioni
Se una risposta tarda o la frequenza con cui ciascuno scrive per primo è diversa, può venire da pensare: «È diminuito il suo interesse?». Ma non si può stabilire cosa prova l’altra persona basandosi solo sui messaggi. Lavoro, studio, modo di riposare e abitudini nell’uso del telefono possono influire: distingui ciò che hai osservato dall’interpretazione che ne dai.
«Ho ricevuto oggi la risposta al messaggio che avevo mandato ieri pomeriggio» è un fatto verificabile. «Non mi considera importante» può essere un’interpretazione di quel fatto. Invece di trasformarla subito in un’accusa, racconta anche quali emozioni ha suscitato in te la situazione e che cosa desideri.
Chiedere che cosa si desidera dai contatti
Lo scopo dei contatti può essere diverso per ciascuno. C’è chi si sente vicino condividendo la giornata e chi preferisce scriversi soprattutto per organizzarsi e dedicare tutta l’attenzione all’incontro di persona. Nessuno dei due modi è prova di un affetto più autentico.
Prova con domande facili a cui rispondere, come «In quale momento della giornata ti fa piacere sentirci?» oppure «Quando sei impegnato/a, preferisci mandare un breve aggiornamento o rispondere quando hai più tempo?». Spiegare anche che cosa significano i contatti per te aiuta l’altra persona a capire le tue esigenze.
Concordare un’intesa senza pressioni
Basta un criterio semplice e sostenibile nella vita quotidiana: non serve una regola rigida, come rispondere ogni ora. Potreste, per esempio, avvisarvi in anticipo se cambia un programma, mandare un breve aggiornamento nelle giornate impegnative o condividere le fasce orarie in cui è probabile che la risposta tardi.
Se succede qualcosa che rende difficile mantenere l’accordo, comunicate il cambiamento e rivedete insieme l’intesa invece di partire dalle accuse. Il modo di sentirsi può cambiare con la relazione e gli impegni. Chiedersi ogni tanto «Questa frequenza va ancora bene per entrambi?» riduce il rischio che una persona debba sopportare o fare supposizioni in silenzio.
L’MBTI non permette di definire le abitudini di contatto né di stabilire chi prova più affetto. È più utile chiedere e verificare direttamente quali modalità fanno stare bene entrambi, invece di basarsi sulle supposizioni legate ai tipi.